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XXV Aprile Anniversario della Liberazione
XXV Aprile Anniversario della Liberazione e una splendida giornata di San Marco Patrono di Pordenone

XXV Aprile Anniversario della Liberazione e una splendida giornata di San Marco Patrono di Pordenone
Un XXV Aprile Anniversario della Liberazione attraverso le parole di uno studente Edoardo Morabito, studente della Consulta delle scuole superiori di Pordenone
"Oggi, 25 aprile, siamo qui per ricordare una data che appartiene alla storia di tutti noi, ma soprattutto per riflettere sul suo significato nel presente.
Parlo a nome degli studenti e delle studentesse delle scuole superiori della provincia di Pordenone, consapevole della responsabilità di rappresentare una generazione che non ha vissuto quegli eventi, ma che ne eredita pienamente i valori e le conseguenze.
Il 25 aprile segna la fine di una stagione drammatica per l’Italia e l’inizio di un percorso nuovo, fondato sulla libertà e sulla democrazia. È una data che dobbiamo saper rispettare nella sua complessità, senza semplificazioni e senza appropriazioni.
In quei giorni difficili, uomini e donne molto diversi tra loro scelsero di combattere per liberare la propria terra. Le formazioni partigiane, come la Brigata Osoppo, la Brigata Garibaldi e tante altre, pur con idee e sensibilità differenti, seppero trovare un punto comune: restituire dignità e libertà al Paese. Molti di loro persero la vita, lasciandoci un’eredità che non possiamo ignorare.
Ricordare questi sacrifici significa riconoscere che la libertà di cui godiamo oggi non è scontata. È il risultato di scelte difficili, di coraggio, di senso del dovere verso la propria comunità e la propria nazione.
Per questo il 25 aprile non deve essere una ricorrenza divisiva. Non deve essere il simbolo di una parte contro un’altra, ma un momento in cui ogni cittadino italiano può riconoscersi. È la festa della libertà riconquistata, della fine di una guerra, della possibilità di costruire insieme un futuro diverso.
Come giovani, sentiamo l’esigenza di vivere questa giornata non come qualcosa di distante o imposto, ma come un’occasione per comprendere meglio chi siamo e da dove veniamo. Non abbiamo vissuto quei momenti, ma possiamo scegliere come interpretarli e che valore dare a ciò che rappresentano.
Essere giovani oggi significa anche questo: non dare per scontati i diritti che abbiamo, ma capire da dove nascono. Significa rispettare le istituzioni democratiche, partecipare alla vita civile, costruire un dialogo serio e responsabile anche tra posizioni diverse.
Il 25 aprile ci ricorda che, anche nelle differenze, è possibile trovare ciò che unisce. E ciò che unisce un Paese è sempre più forte di ciò che lo divide.
Oggi ricordiamo chi ha combattuto e chi ha sacrificato la propria vita per la nostra terra. Domani spetta a noi dimostrare di essere all’altezza di quell’eredità, con mpegno, serietà e rispetto."
Grazie Edoardo per queste tue belle parole







